Religione in Albania: tra fede, credenze e ateismo!

Religione in Albania: Monastero Shen Meri Apollonia

Nel corso della sua lunga storia l’Albania è passata da una religione all’altra: dapprima pagana, divenne cristiana; fu contesa fra l’ovest cattolico e l’est ortodosso, per poi finire convertita all’islam sotto l’Impero Ottomano. Laica al tempo del comunismo, riabbracciò la religione nei primi anni ‘90.

La religione in Albania affonda le sue radici nel paganesimo illirico, legato al culto del Sole e del Serpente, e di cui ancora si sente l’eco nel folklore popolare. Affascinanti miti di giganti forti e imbattibili, di eroi valorosi, di grandi mostri alati, di fanciulle seducenti, di demoni e di streghe, permeano le secolari tradizioni degli antichi Illiri.

Nel corso del I sec. d.C. iniziò a diffondersi il cristianesimo, come testimoniano le sacre Scritture (Romani 15,19), laddove si parla dell’apostolo Paolo che porta la predicazione del Vangelo di Cristo da Gerusalemme all’Illiria. Il Grande Scisma del 1054, che sancì la divisione della Chiesa cristiana in cattolica e ortodossa, scosse violentemente l’Albania, spaccandola letteralmente in due tronconi, con il nord del Paese fedele alla Chiesa di Roma, e il sud appartenente alla Chiesa ortodossa albanese di rito bizantino.

L’islam invece approdò al seguito degli invasori turchi, nel 1478, e divenne, sotto il loro lungo dominio, la prima religione in Albania. Sviluppatosi a stretto contatto col mondo cristiano e le precedenti influenze pagane, quello albanese è però un islam tradizionalmente molto moderato; già nel 1923, per esempio, si abolì l’uso del velo per le donne e della poligamia.

Una frangia minoritaria degli albanesi segue la misteriosa confraternita sufi dei bektashi, fondata nel XIV sec. dal mistico Haxhi Bektashi, guida spirituale dei giannizzeri, una sorta di guardia pretoriana dei sultani ottomani. Questo antico ordine religioso, islamico ma con forti influenze panteistiche, ha un approccio sincretico alla religione: fa propri i dettami del Corano, ma anche alcuni della Bibbia; predica il bene, la pace e la tolleranza universale, attraverso una rete di dervisci e baba che praticano il celibato.

Con l’avvento della dittatura hoxhaista, l’Albania divenne il primo stato ateo al mondo e gli edifici religiosi vennero in gran parte distrutti o riconvertiti in depositi e magazzini. Tuttavia con la caduta del regime, la libertà di culto fu nuovamente assicurata agli abitanti e un rinnovato sentimento religioso si fece largo nel Paese.

La lunga e serena coesistenza della religione cristiana e musulmana in Albania, che si riflette anche nelle usanze popolari e nell’architettura delle città storiche, è dunque oggi uno degli elementi più preziosi del patrimonio culturale del Paese.