Castello di Rozafa: la leggenda, il museo e tutte le attrazioni del Castello di Scutari!

  • Castello Rozafa: la leggenda di Rozafa
    La leggenda di Rozafa

Non sappiamo dirvi di preciso cosa ci abbia colpito di più del Castello di Rozafa (la tragica leggenda, gli splendidi panorami, o le attrazioni?) ma di una cosa siamo assolutamente sicuri: tra le cose da vedere a Scutari, il Castello di Rozafa è la stella più luminosa!

La rocca su cui sorge l’antica fortezza è visibile a chilometri di distanza: provenendo da Tirana, appena passato il ponte sul Fiume Drin, un’ultima curva della statale aggira la rupe e immette sul lungo rettilineo che porta in città.

Alle pendici della collina sorgeva sino a un secolo fa il bazaar di Scutari, che all’apice del suo splendore contava oltre 3.500 botteghe. Tuttavia, lo spostamento degli assi del commercio mondiale nel corso del Novecento portò prima a un graduale decadimento del mercato, e successivamente alla sua demolizione, avvenuta nel 1954, in occasione della visita di Enver Hoxha.

Svoltando a destra, la ripida rruga Qafë porta in poche curve ai piedi del Castello di Rozafa: il parcheggio per le auto si trova subito dopo un pittoresco ponte di pietra, proprio sotto le mura della fortezza. Il parcheggio è a pagamento, ma visto il costo irrisorio di 100 lek e, soprattutto, l’ultimo tratto di salita consentito alle vetture, che è decisamente impervio – è un attimo lasciarci freni, frizione e copertoni! -, il nostro suggerimento è di posteggiare lì e proseguire a piedi.

Una passeggiata di cinque minuti conduce poi all’ingresso del castello, che è a pagamento (200 lek); caldamente consigliate scarpe comode e antiscivolo, dal momento che la pavimentazione dell’antica rruga Kalasë è uno strato di pietra di piccole dimensioni, rese lisce e scivolose dall’usura del tempo.

La leggenda del Castello di Rozafa

Castello Rozafa: la leggenda di Rozafa

I castelli medievali portano sempre con sé misteri e leggende più o meno credibili, e il Castello di Rozafa non fa eccezione. Il maniero più grande dell’Albania deve il suo nome a Rozafa, una fanciulla del luogo che, secondo la tragica leggenda, venne murata viva nei bastioni di pietra come offerta al demonio, affinché non distruggesse il castello e rendesse salda la costruzione.

La leggenda narra la storia di tre fratelli che passavano giornate intere a edificare un castello, ma, nonostante i loro sforzi, tutte le notti le mura crollavano. Un giorno, incontrarono un vecchio il quale confidò loro che l’unica soluzione per mantenere in piedi la costruzione sarebbe stato con un sacrificio.

Il sacrificio consisteva nel murare viva la moglie di uno dei tre fratelli e, in particolare, la prima di colui che il giorno seguente si sarebbe recata nel luogo dove stavano costruendo il castello per portare il pranzo al marito.

Il vecchio chiese ai tre di non accennare a nessuna delle loro consorti del sacrificio, perché solo così esso si sarebbe avverato. I due fratelli maggiori non appena arrivarono a casa si precipitarono dalle loro mogli per raccontare loro ciò che sarebbe accaduto se si fossero presentate l’indomani. Il più piccolo, invece, non disse niente. Così, il giorno dopo, quando Rozafa, la moglie di quest’ultimo, si presentò, il marito le raccontò ciò che sarebbe accaduto. La ragazza accettò il suo destino, ma chiese che fossero lasciati dei fori nelle pietre per il braccio e il seno destro, per poter continuare ad allattare il suo bambino appena nato. Il castello non crollò più.

Un’impressionante statua posta all’ingresso del castello ricorda oggi questa leggenda, così come la tradizione popolare di raccogliere l’acqua di una vicina sorgente per bagnare il seno delle giovani madri.

Il Castello di Rozafa

Castello Rozafa

Il Castello di Rozafa, che sino al 1985 era chiuso al pubblico e ospitava un reparto dell’esercito albanese, si erge maestoso su una rocca alta 135 metri ed è oggi il miglior punto panoramico da cui osservare la città e la regione circostante; attenzione però ad alcuni angoli non protetti.

Una stradina selciata sale dalla base della rupe verso la monumentale porta d’ingresso, protetta dal barbacane. La fortezza ha una pianta ellittica ed è formato da tre cinte murarie differenti, che seguono fedelmente il profilo dell’altura.

Le mura e le strutture interne risalgono per lo più al periodo veneziano, sebbene siano visibili anche tracce delle ben più remote fortificazioni di epoca illirica. I grandi prati che si estendono all’interno della fortezza, suddivisa in tre cortili, invitano a una lunga sosta per godere delle bellezze del paesaggio.

Il Museo del Castello di Rozafa

Castello Rozafa: il museo

Piccolo ma ben organizzato il Museo del Castello di Rozafa, che ospita un’interessante raccolta di oggetti e documenti, che illustrano la storia della città dal periodo illirico a quello ottomano.

Al piano terra potrete osservare mappe e artefatti risalenti alle guerre combattute da Scutari contro Romani, Bizantini e Slavi, mentre al piano superiore è rappresentata l’eroica resistenza degli scutariani all’assedio dell’esercito ottomano.

Lo trovate nel terzo cortile, all’interno dell’edificio costruito dai veneziani come residenza del governatore; costo del biglietto d’ingresso 150 lek.

La Chiesa di Santo Stefano

Castello Rozafa: la Chiesa di Santo Stefano

Un monumento davvero singolare, è la chiesa cristiana duecentesca dedicata a Santo Stefano, che nel periodo ottomano fu convertita in moschea, la Moschea di Sultan Fatih (Mehmet II), in memoria del Sultano che occupò Scutari.

Gli archi e i timpani originari sono ormai inestricabilmente fusi con l’architettura islamica, simbolizzata dai resti del minareto, tanto da rendere ardua la riattribuzione.

Ma degni di nota sono anche i baraccamenti, gli empori e le prigioni, ospitati nel secondo cortile del castello, così come le quattro grandi cisterne sotterranee, che raccoglievano l’acqua meteorica e la distribuivano agli abitanti attraverso i pozzi.

Xharnia e Plumbit (Moschea di Piombo)

Castello Rozafa: la Moschea di Piombo

Scendendo dalla rocca, prima di ritornare sulla strada principale, una stradina che passa sotto il ponte di pietra conduce alla vicina Moschea dei Piombi.

La moschea, che deve il suo nome al materiale di rivestimento delle cupole (il piombo per l’appunto), fu costruita nel 1773 da Mehmet Pasha; si tratta di uno splendido esempio di architettura ottomana, e merita certamente una breve visita.

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