Castello di Rozafa: la leggenda, il museo e tutte le attrazioni del Castello di Scutari!

  • Castello Rozafa: la leggenda di Rozafa
    Rozafa, la fanciulla murata viva nelle mura del castello di cui parla la leggenda...

Il Castello di Rozafa, cui abbiamo accennato nell’articolo dedicato a cosa vedere a Scutari, è, assieme al Museo Nazionale della Fotografia Marubi e al Ponte di Mezzo, l’attrazione più interessante e suggestiva della città.

Il castello, che si trova a 2 km dal centro di Scutari, venne costruito su una collina alta 135 metri, impervia e ricoperta interamente di rocce difficili da scalare.

Infatti la rocca su cui sorge l’antico Castello di Rozafa (Kështjella e Rozafës in albanese) è visibile a chilometri di distanza: provenendo da Tirana, appena passato il ponte sul Fiume Drin, un’ultima curva della statale aggira la rocca e si immette sul lungo rettilineo che porta in città; svoltando a destra, la ripida Rruga Vasil Shanto porta ai piedi del Castello di Rozafa.

Il parcheggio per le auto si trova subito dopo un pittoresco ponte di pietra, proprio sotto le mura della fortezza. Una passeggiata di 5 minuti vi condurrà all’ingresso del castello, i cui resti risalgono per lo più al periodo veneziano, sebbene siano visibili anche tracce delle ben più remote fortificazioni di epoca illirica.

La leggenda del Castello di Rozafa

Castello Rozafa: la leggenda di Rozafa

La storia del castello si trova a metà tra mito e leggenda, senza nascondere una verità storica…

La fortezza deve il suo nome a Rozafa, una fanciulla del luogo che secondo la tragica leggenda venne murata viva nei bastioni di pietra come offerta al demonio, affinché non distruggesse il castello e rendesse salda la costruzione.

Infatti ogni mattina le mura che i tre fratelli costruttori del castello avevano costruito la sera precedente crollavano avvolte nella nebbia.

Un giorno, mentre disperati sedavano vicino alle macerie, un misterioso vecchio apparve loro e rivelò che per evitare altri cedimenti, avrebbero dovuto sacrificare una delle loro spose, murandola viva contro le pareti…

Con l’inganno fu sacrificata proprio Rosafa, la moglie del più giovane dei tre fratelli.

La ragazza accettò il suo destino, ma chiese che fossero lasciati dei fori nelle pietre per il suo occhio, braccio e seno destro, per poter continuare a vigilare, accarezzare ed allattare il suo bambino appena nato.

Una volta compiuto questo sacrificio umano, le mura del castello non caddero più.

Ancora oggi la gente di Scutari chiama l’acqua piovana che scorre lungo i ruscelli dell’altura su cui sorge la fortezza, il latte di Rozafa: le rocce calcaree del colle conferiscono all’acqua un colore simile a quello del latte.

Il Castello di Rozafa

Castello Rozafa

Il Castello di Rozafa, costruito circa 4000 anni fa dagli Illiri, assunse la sua forma attuale durante la dinastia dei Balšići che governò il Montenegro e parte dell’Albania a cavallo tra il XIV e il XV secolo.

Le mura medievali, costruite in pietra e malta, sono state erette sopra le più antiche mura illiriche, seguono gli avvallamenti irregolari del terreno e sono protette da otto torri difensive.

L’interno del castello, che racchiude un’area di 4 ettari, è diviso in tre cortili comunicanti tra loro per mezzo di piccole porte.

Un tortuoso sentiero ciottoloso conduce alla porta meridionale del castello. Quest’ultimo regala una vista mozzafiato sulla distesa di campi circostanti e, in particolare, sul Lago di Scutari e sul Fiume Buna.

A ovest della Cappella di Santo Stefano (Shën Stefan in albanese), nell’ala nord-occidentale del castello, si trovano le segrete e il deposito delle armi.

Il Museo del Castello di Rozafa

Castello Rozafa: il museo

Dal 1987 il museo si trova nell’edificio che ospitava la capitaneria veneziana che nel XV secolo aveva il controllo della città.

Al suo interno troverete un’interessante raccolta di oggetti e documenti che illustrano la storia di Scutari dal periodo illirico a quello ottomano.

In particolare al piano terra sono conservate le mappe e gli artefatti risalenti alle guerre illiriche-romane del 168 a.C., a quelle contro l’Impero Bizantino e a quelle contro gli Slavi.

La sala del primo piano invece è dedicata all’eroica resistenza del popolo di Scutari durante l’assedio degli ottomani, anche se non mancano riferimenti alle attività precedentemente svolte dalla famiglia feudale dei Balšići.

Sono parte integrante della storia del castello anche le numerose pistole e proiettili presenti all’interno del museo.

La Chiesa di Santo Stefano

Castello Rozafa: la Chiesa di Santo Stefano

Nell’ala nord-occidentale del castello si trovano i resti di una chiesa del XIII secolo, la Chiesa di Santo Stefano, il santo protettore della città già nel Medioevo.

Chiesa romanico-gotica con abside quadrata, questa edificio rappresenta l’unico esempio di architettura del XIII sec. presente ancora oggi a Scutari.

In età medievale questa chiesa svolgeva una funzione davvero importante: era qui che il 25 aprile di ogni anno la popolazione di Scutari si riuniva per eleggere i funzionari del comune.

Dopo l’occupazione ottomana di Scutari il castello venne trasformato in una base militare e la chiesa venne convertita in una moschea, la Moschea di Sultan Fatih (Mehmet II), in memoria del Sultano che occupò Scutari. Venne perciò distrutto parte del campanile che divenne un minareto, e l’abside fu trasformato in un mihrāb.

È piuttosto singolare osservare come la Chiesa di Santo Stefano sia allo stesso tempo anche la moschea più antica della città!

Xharnia e Plumbit (Moschea di Piombo)

Castello Rozafa: la Moschea di Piombo

Scendendo dalla rocca, prima di ritornare sulla strada principale, una stradina che passa sotto il ponte di pietra conduce alla vicina Moschea di Piombo, dal nome del materiale con cui furono rivestite le cupole.

La moschea, costruita nel 1773 da Mehmet Pasha Bushatlliu sul modello della Moschea Blu di Istanbul, è uno splendido esempio di architettura ottomana: le pareti esterne sono in pietra scolpita, mentre le aperture delle finestre e delle porte sono decorate. I capitelli delle colonne nel cortile anteriore recano decorazioni a rilievo a forma di foglie.

Dall’esterno si può notare la configurazione dinamica delle diverse cupole del portico, le ampie arcate e le cupole centrali.