Gjirokastra cosa vedere: le tante attrazioni da visitare a Gjirokastra!

Cosa vedere a Gjirokastra: bazar

Delizioso borgo storico incastonato tra le montagne del sud dell’Albania, Gjirokastra (Gjirokastër in albanese, Argirocastro o Girocastro in greco italianizzato) è nota, oltre che per il castello ed il bazar, per le sue meravigliose case-torri: alcune sono visitabili all’interno, altre possono essere ammirate solo dall’esterno.

La città è piuttosto facile da girare. Piazza Topulli è l’accesso principale al centro storico per le auto e gli autobus; da qui, rruga Gjin Zenebisi conduce direttamente nel cuore del bazar, che è un crocevia di cinque strade, e costituisce il centro del paese.

Continuando a salire per rruga Zenebisi si raggiungono gli altri luoghi da vedere del centro: mantenendo la sinistra, e dirigendosi verso lo sperone di roccia che sovrasta il paese, si arriva al castello; tenendosi più sulla destra invece alle case-torri e al Museo Etnografico.

Visitare le attrazioni nell’ordine indicato nella nostra guida su cosa vedere a Girocastro, vi permetterà di ottimizzare i tempi e girare al meglio la città.

Gjirokastra cosa vedere: Piazza Topulli

Cosa vedere a Gjirokastra: statua Çerçik Topulli

Su Piazza Topulli (Sheshi Çerçik Topulli in albanese) si affacciano le banche principali di Gjirokastra e alcuni alberghi. Punto di accesso alla parte alta della città, lo slargo è intitolato a Çerçiz Topulli, eroe della Rinascita albanese, che vedrete immortalato persino sulle magliette in vendita nel bazar, al pari di un Che Guevara in versione locale.

Una statua a lui dedicata, il Monumento a Çerçiz Topulli, si trova sul lato sud-est della piazza. Notate la scheggiatura a forma di foro nel basamento: si dice che sia dovuta a un colpo di arma da fuoco, esploso da un ufficiale italiano ubriaco durante l’occupazione fascista, per “giustiziare” post mortem il combattente per la libertà.

Gjirokastra cosa vedere: il Tunnel della Guerra Fredda

Cosa vedere a Gjirokastra: il Tunnel della Guerra Fredda

Se volete approfondire la conoscenza del periodo della Guerra Fredda (e non soffrite di claustrofobia), allora vi consigliamo di visitare il Tunnel della Guerra Fredda, un imponente struttura bunker progettata per ospitare i dirigenti locali in caso di guerra.

Per accedervi dovete rivolgervi al chiosco delle informazioni turistiche, che si trova accanto al Monumento a Çerçik Topulli; il biglietto d’ingresso, comprensivo di guida, costa 200 lek.

Gjirokastra cosa vedere: il bazar

Cosa vedere a Gjirokastra: rruga Zenebisi

Sono cinque strade che si incontrano – il punto esatto dell’intersezione si chiama Qafä e Pazarit (Collo del Bazar) – a costituire il fulcro del centro cittadino, e a rappresentarne l’antica anima, il luogo delle relazioni sociali e dei commerci dal XVII sec, quando nacque il Bazar di Gjirokastra.

Questo quartiere rappresenta l’immagine iconica di Argirocastro, ed è la testimonianza più importante del passato ottomano della città; ne costituisce anche il primo ampliamento, perché fino al 1419, quando arrivarono i turchi, la vita della cittadina si svolgeva quasi interamente entro le mura del castello. Non passò molto tempo prima che il baricentro del paese si spostasse nel bazar, che inizialmente occupava i dintorni della porta orientale del castello, zona che ancora oggi si chiama Pazari i Vjeter, ovvero antico bazar.

Nel 1430 vi si trovavano 167 case e nel 1580 più di 400. Poi, nel XVII sec., il bazar si estese verso nord: il nuovo quartiere comprendeva, oltre alle abitazioni, moschee e ovviamente botteghe, ma fu distrutto quasi completamente da un incendio e ricostruito intorno al 1750. Nel 1912 fu infine restaurato e il risultato di questa operazione, che ne mantenne le sembianze settecentesche, è ciò che si vede oggi.

Da Qafä e Pazarit è possibile avere una visione complessiva delle costruzioni tipiche di Girocastro, strette al piano terra, dove ha sede l’attività commerciale, e con volumi più ampi ai piani superiori, destinati agli spazi abitativi. Prima di passare oltre, non perdete l’occasione di dare anche un’occhiata ai negozi di artigianato tradizionale del bazar.

Gjirokastra cosa vedere: la moschea

Cosa vedere a Gjirokastra: moschea

Attorno si articolano altre strutture civili e religiose, come l’Obelisco dell’Istruzione e la Moschea del Bazar (Xhamia e Pazarit in albanese) del 1754, che è il cuore religioso della città.

Sfuggita miracolosamente alla distruzione degli edifici religiosi operata dal regime comunista, grazie al riconoscimento di edificio di importanza culturale avvenuto nel 1973, la moschea presenta un corpo a pianta centrale ed una vasta cupola su tamburo poligonale; tipico il tetto in lastre di pietra. L’interno è sobrio, quasi dimesso. Consigliamo la visita 15 minuti dopo la preghiera.

Gjirokastra cosa vedere: l’Obelisco dell’Istruzione

Cosa vedere a Gjirokastra: Obelisco istruzione

LObelisco dell’Istruzione omaggia la formazione scolastica albanese, e si trova precisamente nell’area dove nel 1908 venne edificata la prima scuola in lingua albanese di Argirocastro.

Il monumento celebrativo è abbastanza nascosto: per arrivarci dovrete prendere come punto di riferimento l’hotel 4Rooms, e cercare nei paraggi una porta d’ingresso con una cornice gialla e con la scritta “Obelisk”; troverete delle scale, salitele per arrivare all’obelisco, che al di là del significato simbolico, rappresenta anche un ottimo punto panoramico su Gjirokastra.

Gjirokastra cosa vedere: il castello

Cosa vedere a Gjirokastra: la Torre dell

Da Qafä e Pazarit, imboccando rruga e Kalaje, arriverete al Castello di Gjirokastra, la cui prima fortificazione risale all’VIII sec. a.C.; ripetutamente modificata nel corso del tempo, è nel 1811, con Ali Pasha Tepelenë, ad assumere le sue sembianze definitive. Il biglietto costa 200 lek.

Il castello è davvero molto grande, e comprende una moltitudine di ambienti sia all’aperto, che al chiuso: la visita inizia subito a sinistra dopo l’ingresso, con una lunga galleria zeppa di pezzi di artiglieria della Seconda Guerra Mondiale; degno di nota un raro carro armato Fiat L6/40, usato dall’esercito fascista.

Seguono i musei del castello, cui si accede con un biglietto separato dal costo di 200 lek; gli orari sono 9.00-18.00. Il Museo di Gjirokastër, al piano terra, racconta la storia del sito e della città dalla preistoria ai giorni nostri: grazie a un’esposizione molto estesa e ad accurati pannelli informativi, copre ogni aspetto dello sviluppo del centro, dalla composizione geologica della valle all’epopea di Ali Pasha Tepelenë, dalla vita nelle case tradizionali agli stravolgimenti dell’epoca comunista. L’esposizione non è solo didattica, ma comprende anche quadri del realismo socialista.

Si continua quindi la visita con le famigerate prigioni di Argirocastro, che furono costruite nel 1929 per incarcerare i nemici di Re Zog I e successivamente utilizzate dalla Wehrmacht (nel 1944 c’erano 500 detenuti in 50 celle), mentre in tempi più recenti, quando fu il turno di Hoxha, rimasero in funzione fino al 1968. Le scritte e i graffiti sui muri acuiscono le vivide sensazioni di privazione e angoscia che questi ambienti sono in grado di comunicare. Una parte delle prigioni è oggi dedicata al Museo degli Armamenti, una vasta collezione di armi antiche che saprà interessare gli appassionati del genere.

Cosa vedere a Gjirokastra: una delle sale del Museo delle armi

Terminata la visita ai musei si esce nella parte all’aperto del castello, dove potrete notare un caccia militare legato alle vicende dell’ultima guerra dei Balcani (leggete la storia raccontata dal pannello nei pressi dell’apparecchio), godere della bella vista sui tetti della città e poi proseguire verso il bastione più esterno.

Superata la grande piazza d’armi, giungerete alle porte d’accesso e agli edifici più esposti verso la valle. Un tempo, prima della dominazione ottomana, quando il castello costituiva il principale nucleo abitativo di Girocastro, questa era la parte dalla quale vi si accedeva. Apprezzate la vista sull’intera vallata, che faceva della fortezza un luogo dal quale dominare completamente la zona, il che spiega la tradizione di ribellione e resistenza della città, e cercate con lo sguardo i resti dell’antico acquedotto, noto oggi come Ponte di Manalat.

In questi spazi aperti sono installati interessanti pannelli che illustrano aspetti della vita nel castello, leggende e stralci di storia della città. Fra gli elementi più significativi ci sono senza dubbio le porte di accesso, con un selciato appositamente studiato per non far scivolare i cavalli, e la Torre dell’Orologio, una delle aggiunte volute da Ali Pasha Tepelenë nell’800.

Ritornati sui vostri passi e attraversata nuovamente la galleria, potreste portarvi nel braccio più alto della stessa: camminando per una decina di metri troverete, sulla sinistra, l’accesso al giardino dove una turbe (tomba) bektashi accoglie le spoglie di due baba (santi) vissuti a Gjirokastër nel XVI e XVII sec..

Gjirokastra cosa vedere: Casa Skënduli

Cosa vedere a Gjirokastra: la casa degli Skenduli

Skënduli, una delle case-torri più antiche di Gjirokastra (risale al ‘700), si trova in rruga Sokaku i te Mareve, traversa di rruga Ismail Kadare, ed è davvero imperdibile. Il biglietto d’ingresso costa 200 lek; gli orari sono 9.00-20.00.

Precedentemente sede del Museo Etnografico, con la caduta del regime è tornata nelle mani del precedente proprietario, che vi guiderà per le sale del palazzo, descrivendovi gli ambienti, con le loro caratteristiche e funzioni, in un particolare ma comprensibile miscuglio di francese e italiano, farcito di vari prestiti linguistici.

La visita inizia dalle cisterne al piano terra. La conformazione particolare di Girocastro e le abbondanti piogge avevano reso possibile lo sviluppo di tecnologie sofisticate per il convogliamento e l’accumulo di acqua nelle case. Ognuna era dotata infatti di tubature e di cisterne che, già nell’800, garantivano la disponibilità di acqua corrente. A Casa Skënduli questo sistema è ancora in funzione, insieme a una serie di automazioni che consentivano agevolmente di spostare oggetti e pesi fra i piani del palazzo senza doverli portare a braccia.

I piani superiori comprendono eleganti ambienti affrescati, stanze da letto con armadi intarsiati, salotti con caminetti dipinti e divisori che servivano a celare o svelare la presenza delle donne, osservare senza essere visti e spostarsi fra gli ambienti in segreto.

L’intero edificio conta ben 64 finestre, nove caminetti, sei bagni, alcuni hamam e altri ambienti del tutto inusuali nelle case d’Occidente. Eccezionale infine la veranda, dove, oltre a soggiornare d’estate, i padroni di casa osservavano e controllavano la valle; in questo modo le case assolvevano anche la funzione di fortezza difensiva.

Gjirokastra cosa vedere: il Museo Etnografico

Cosa vedere a Gjirokastra: la casa di Enver Hoxha (Museo Etnografico), quartiere di Palorto, Gjirokastra

Il Museo Etnografico di Gjirokastra è ospitato in un edificio realizzato nel 1966 secondo lo schema costruttivo tradizionale, e custodisce una bella collezione di oggetti di uso comune, vestiti e arredi. La raccolta fu trasferita qui dalla vicina Casa Skënduli, sede precedente, nel 1991, quando fu chiuso il Museo Nazionale della Guerra di Liberazione.

La mostra si articola su quattro piani e restituisce un’immagine abbastanza fedele delle condizioni e dello stile di vita di una famiglia benestante dell’Ottocento. Il museo è in rruga Hysen Hoxha 3, ed il biglietto d’ingresso costa 200 lek. Gli orari di apertura sono i seguenti: da Aprile a Settembre, tutti i giorni dalle 8.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00, mentre da Ottobre a Marzo, dal mercoledì alla domenica dalle 8.00 alle 16.00.

Gjirokastra cosa vedere: Casa Zekate

Cosa vedere a Gjirokastra: la casa degli Zekati nel quartiere di Palorto, Gjirokastra

Inconfondibile, con le due torri separate da arcate, Casa Zekate domina Argirocastro dall’alto, mostrando il suo corpo massiccio di nuda pietra, sul quale poggiano l’ultimo piano, bianco come la neve, e il tetto sporgente. La grande casa, costruita agli inizi dell’Ottocento, davvero imponente quando ci si appresta a entrare, ha una planimetria più semplice di altre analoghe, ma sul piano delle decorazioni non ha rivali.

È considerata la più bella casa-torre di Girocastro. Fra tutte le stanze che merita visitare una menzione particolare va al salotto completamente affrescato con motivi floreali e nature morte, nel centro del quale si apre un caminetto di rara grazia, anch’esso completamente dipinto. Tutto attorno, lunghi divani raccontano di interminabili giornate oziose o eterne discussioni fra uomini, mentre le donne osservavano, non viste, dietro a pannelli traforati, controllando che non mancassero caffè e tè.

All’ingresso trovate un piccolo bar improvvisato, gestito dal proprietario della casa. Non c’è molto (birra, acqua, bevande gasate), ma la vista su Gjirokastër e la vallata è impagabile. Si trova in rruga Mazllëm Shazivari; biglietto d’ingresso 200 lekë. È quasi sempre aperta, ma vista l’assenza di orari certi è meglio chiedere all’infopoint prima di recarsi sul posto.

Grazie alla nostra guida su cosa vedere a Girocastro, sempre aggiornata e totalmente gratuita, da consultare prima della partenza e una volta arrivati sul luogo, sarete in grado di visitare al meglio il centro storico, senza perdervi nessuna delle attrazioni presenti.

Se invece preferite essere accompagnati da una guida nella visita di Argirocastro, date un’occhiata ai tour organizzati da Tourradar, Viator e GetYourGuide, tre portali che propongono viaggi e gite su misura in collaborazione con agenzie turistiche locali.

Il nostro consiglio è di provarli tutti, perché le proposte sono spesso differenti e la comparazione permette talvolta un risparmio notevole.