Saranda cosa vedere: le attrattive storico-culturali da visitare a Saranda!

Cosa vedere a Saranda: chiesa ortodossa

Oltre ad essere la base perfetta da cui partire per affrontare le esperienze più interessanti di tutta la costa albanese (Butrinto, l’Occhio Blu e Ksamil), Saranda possiede belle spiagge e un lungomare molto vivace.

Orientarsi in città non è affatto difficile: alcune attrazioni sono disposte sulla passeggiata, una mezzaluna dai panorami piacevoli, altre si trovano dislocate nelle strade principali di Saranda, che sono parallele fra loro e facilmente raggiungibili dal lungomare.

Con la nostra guida su cosa vedere a Saranda seguirete un percorso preciso, che ha inizio dalla stazione dei taxi, dove si apre la passeggiata, prosegue sul lungomare e culmina nelle strade della città vecchia. Una mezza giornata intensa dovrebbe essere più che sufficiente per vedere tutto.

Saranda cosa vedere: il lungomare

Cosa vedere a Saranda: il lungomare di Saranda

Il Lungomare di Saranda è in questi mesi al centro di un importante progetto di riqualificazione, con i lavori che dovrebbero terminare in tempo per l’apertura della stagione estiva 2020 (aggiorneremo la foto a lavori ultimati). Attualmente si compone di due tratti, Boulevard Hasan Tahsini e Shëtitorja Naim Frashëri, che danno entrambi sulla spiaggia del comune.

Questa promenade è da sempre il palcoscenico di un viavai variopinto e affollato a qualunque ora: vi troverete bar e ristoranti, bancarelle che vendono pizzi, ricami e oggetti di artigianato, oltre a qualche gadget. È difficilissimo trovare souvenir nella costa albanese, perciò, in caso foste interessati, approfittatene.

Saranda cosa vedere: il Museo Etnografico

Cosa vedere a Saranda: Museo Etnografico

Ospitato nella vecchia dogana di Saranda, che si affaccia sul molo della città, il Museo Etnografico (Muzeu i Tradites in albanese) contiene molte affascinanti fotografie di epoca comunista, insieme a una raccolta piuttosto eterogenea di reperti etnografici. Particolarmente degne di nota sono le foto dei primi del XX sec., che illustrano quanto la città sia cambiata in un tempo relativamente breve.

Gli orari di apertura del museo sono i seguenti: lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 19.00 alle 22.00; giovedì dalle 12.00 alle 16.00 e dalle 17.00 alle 22.00; sabato e domenica dalle 19.00 alle 22.00. Il biglietto d’ingresso costa 100 lek ed è cumulativo: con lo stesso ticket potrete visitare anche il Museo Archeologico.

Saranda cosa vedere: il Castello di Onhezmi

Cosa vedere a Saranda: Castello di Onhezmi

Proseguendo sul lungomare in direzione del Porto di Saranda, all’altezza del ristorante tradizionale albanese Krahu I Shiqiponjes, vedrete le rovine della porta d’ingresso del Castello di Onhezmi.

Il castello, che prende il nome dal vento del sud est, anticamente noto come Onhezmites, viene richiamato per la prima volta nei testi di Strabone e di Dionigi di Alicarnasso nel I sec. a.C., e successivamente in quelli di Tolomeo.

Purtroppo dell’antico Castello di Onhezmi, risalente al IV sec. a.C, e dalla singolare forma a ferro di cavallo, oggi non resta che la porta a mare ed alcuni tratti di cinta muraria; discretamente conservate le mura perimetrali situate nei pressi del mercato industriale.

Saranda cosa vedere: la Cisterna romana

Non un’attrazione imperdibile, ma dal momento che vi ritroverete spesso a passare da qui, ecco che potreste dare un’occhiata ai resti della Cisterna romana, conservati al piano terra dell’Hotel Republika, in rruga Jonianet, via parallela al lungomare tratto Boulevard Hasan Tahsini.

Saranda cosa vedere: il Museo Archeologico

Abbandonate il lungomare e prendete rruga Flamurit, la seconda strada di Saranda. Pressappoco nei pressi del Museo Etnografico, troverete un piccolo museo a una stanza, il Museo Archeologico (Muzeu Arkeologjik in albanese), che custodisce un enorme mosaico pavimentale del VI sec. d.C. ed alcune foto di Butrinto esposte alle pareti.

Sul mosaico, che fu rinvenuto negli anni ’60, durante i lavori di ristrutturazione dell’adiacente ufficio postale, sono raffigurate per lo più figure geometriche (cerchi, quadrati e spirali) e uccelli; tra questi ci ha colpito particolarmente il pavone intento a bere dell’acqua da un calice.

Purtroppo gli orari del Museo Archeologico – lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 19.00 alle 22.00; giovedì dalle 12.00 alle 16.00 e dalle 17.00 alle 22.00; sabato e domenica dalle 19.00 alle 22.00 – sono tutto fuorché regolari, ma in agosto dovreste riuscire a entrare. Il costo del biglietto d’ingresso è pari a 100 lek, ed è cumulativo: con lo stesso ticket potrete visitare anche il Museo Etnografico.

Saranda cosa vedere: Memorje 78

Cosa vedere a Saranda: Memorje 78

Lasciate il Museo Archeologico e continuate su rruga Flamurit, da lato in cui la strada si fa un po’ in salita: subito dopo l’ufficio postale noterete alla vostra destra un bunker di cemento armato, il Memorje 78.

Rruga Flamurit si è arricchita di questo bunker della Guerra Fredda, in concomitanza con i lavori di riqualificazione delle scale di Saranda del 2017.

L’installazione artistica vuole far riflettere su quanto sia importante non dimenticare il passato, ricordare “Memorje” è l’unico modo per non commettere gli stessi errori; “78” è il numero di registrazione del bunker. Dalla grata di accesso, potrete vederne l’interno spoglio e freddo, e leggere il pannello informativo con le fotografie di diversi tipi di bunker.

Saranda cosa vedere: la sinagoga

Cosa vedere a Saranda: le rovine della sinagoga, Saranda

Proseguendo oltre, in un attimo arriverete alle rovine della Sinagoga di Saranda, databile al IV-V sec. d.C.. Nel VI sec. d.C. venne convertita in chiesa, ma finì con l’essere distrutta da un terremoto e dalle invasioni slave.

Oggi non restano che le fondamenta di quello che un tempo fu un edificio finemente affrescato a mosaico: i più iconici quelli con i simboli ebraici (tra cui segnaliamo il candelabro a sette braccia, il corno d’ariete e i cedri), perpetua testimonianza visiva delle antichissime tradizioni cittadine.

Di norma i mosaici sono ricoperti di sabbia per proteggerli dagli agenti atmosferici, per cui non perdete tempo a cercarli; dovrete accontentarvi dei grandi poster all’interno del sito.

Saranda cosa vedere: il Monastero dei Quaranta Santi

Cosa vedere a Saranda: i resti del Monastero dei 40 Santi, Saranda

Il Monastero dei Quaranta Santi (Manastiri i Dyzet Shenjtorëve in albanese), dedicato ai 40 legionari cristiani che si dice furono uccisi qui nel 320, è il luogo che ha dato il nome alla città, e nonostante sia stata gravemente danneggiato dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, appare davvero avvincente, complice il panorama.

La strada per arrivarci, che si inerpica sul colle del villaggio di Qafë Gjashtë, ad est di Saranda, è molto suggestiva, ma per tre quarti sterrata. Se andate a piedi, mettete in conto una passeggiata di un’ora abbondante; caldamente consigliato l’uso di Google Maps per orientarsi.

L’ingresso al Monastero dei Quaranta Santi è a pagamento, 100 lek per il biglietto; degni di nota gli affreschi della cripta e gli archi rimasti intatti.

Saranda cosa vedere: il Castello di Lëkursi

Cosa vedere a Saranda: il Castello di Lekursi, Saranda

Il Castello di Lëkursi, altrimenti noto con il nome albanese di Kalaja e Lëkurësit, fu costruito nel 1537 da Solimano il Magnifico sul colle che sovrasta la baia, da cui si ha una vista molto ampia su Saranda e sulla laguna di Butrinto.

Distrutto attorno all’800, è stato restaurato e convertito in un pittoresco ristorante, sempre molto affollato; della fortezza originaria potrete ancora scorgere pezzi di torri e mura perimetrali in buono stato.

Se non avete un’auto, in taxi spenderete 1000 lek; meglio organizzarsi per farsi venire a prendere se non volete tornare a piedi.

Grazie alla nostra guida su cosa vedere a Saranda, sempre aggiornata e totalmente gratuita, da consultare prima della partenza e una volta arrivati sul luogo, sarete in grado di visitare al meglio il centro storico, senza perdervi nessuna delle attrazioni presenti.

Se invece preferite essere accompagnati da una guida nella visita di Saranda, date un’occhiata ai tour organizzati da Tourradar, Viator e GetYourGuide, tre portali che propongono viaggi e gite su misura in collaborazione con agenzie turistiche locali.

Il nostro consiglio è di provarli tutti, perché le proposte sono spesso differenti e la comparazione permette talvolta un risparmio notevole.