Raki albanese: la tradizionale grappa dell’Albania!

Raki albanese

Bevanda dell’ospitalità in Albania, come in buona parte dei Balcani, la raki, o rakì, è un distillato ricavato principalmente da prugne, more, bacche di gelso o uva.

Affonda le sue radici nell’XI sec. d.C., al tempo delle prime crociate, col ritorno dei monaci che avevano appreso in Oriente l’arte della distillazione, mentre la sua etimologia è da rinvenire nella parola araba arak, “sudore”.

Con una bevuta di grappa albanese e un gëzuar, ovvero un brindisi, si instaurano rapporti di lavoro, si stringono amicizie e si festeggiano lieti eventi, come nascite, fidanzamenti e matrimoni, ma si condividono anche le tristi circostanze.

La cultura del rakì è perciò un rituale immancabile il cui scopo è dimostrare l’intenzione del padrone di casa di creare un’atmosfera amichevole e di stringere rapporti positivi con l’ospite.

Spesso fatta in casa, la raki albanese ha un sapore piuttosto forte (anche 50% vol), dunque fate attenzione e sorseggiatela con calma quando ve ne verrà offerto un bicchierino ad inizio pasto, in abbinamento ai meze, tipici antipasti albanesi composti da diversi assaggini di cibi diversi, più o meno elaborati, oppure alla fine, per facilitare la digestione.

Particolari sono la raki rigoni, acquavite di origano tipica della regione di Përmet, dove cresce una varietà di origano bianco selvatico, e la raki mani, acquavite di bacche di gelso, particolarmente diffuse nei villaggi vicino Korça. Raramente in vendita, sono ancora oggi preparate solo per l’autoconsumo.

Raki rigoni è considerata una panacea per tutti i mali, fisici e spirituali, ivi compresi i malanni di stagione: un rimedio medicamentoso da assumere durante l’inverno per lenire i disturbi dati da tosse e raffreddore; raki mani invece è una grappa unica dal colore verde chiaro e dall’aroma delicato di gelso ed erbe, deliziosa dopo i pasti, così come in ogni altro momento della giornata.