Apollonia, Bylis e Ardenica: la Fier che non ti aspetti!

  • Siti archeologici Fier: Apollonia
    Apollonia

Se qualcuno ci avesse detto di fermarci una notte a Fier durante il nostro primo viaggio in Albania, probabilmente non gli avremmo dato ascolto; che mai avremmo potuto trovare in una città industriale che valesse davvero una sosta?

Avevamo sempre pensato a Fier come ad un punto di passaggio dei nostri spostamenti, un importante snodo stradale albanese e niente più. E se da un lato non ci sbagliavamo – è un dato di fatto che non ci sia molto da vedere in questa città (a parte il Museo Storico e la Cattedrale), la cui storia è da sempre legata ai giacimenti di petrolio e gas -, dall’altro trascuravamo un particolare: Fier è letteralmente circondata da siti archeologici di importanza nazionale, come Ardenica, Apollonia e Bylis!

Se avete l’intenzione di spingervi nel sud del Paese, potrebbe essere una buona idea inserirli come tappe del vostro itinerario verso la Riviera. Venendo da Tirana ad esempio impiegherete circa un’ora e mezza di viaggio per raggiungere il Monastero di Ardenica, due ore per arrivare al Parco archeologico di Apollonia, e due ore e mezza per giungere al Parco archeologico di Bylis.

Non sono certo distanze brevi da percorrere in auto – considerando anche lo stato delle strade albanesi di montagna, che talvolta non è dei migliori (leggi anche rete stradale e viabilità in Albania) -, ma ciò che questi luoghi hanno da offrire vi ripagherà senza dubbio dello sforzo: rovine di templi risalenti a quasi due millenni fa e monasteri bizantini tra i più belli del Paese.

Eppure, fare tutta una tirata per visitare tre siti archeologici in un giorno solo, può essere davvero stancante, ed il rischio più grande è, come sempre in questi casi, quello di perdersi qualcosa, presi dalla fretta di finire il giro e proseguire il viaggio.

Ragionando proprio così, capimmo fin da subito che la soluzione migliore, era quella di soggiornare a Fier almeno un giorno; così facendo infatti abbiamo facilitato gli spostamenti, dedicato ad ogni sito archeologico tutto il tempo necessario, e ci siamo guadagnati anche una breve passeggiata nella piana di Myzeqe, che ci ha permesso di respirare la tipica aria dell’Albania rurale.

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Parco archeologico Apollonia

Siti archeologici Fier: Apollonia

A soli 12 km di distanza da Fier si trovano i resti dell’antica Apollonia, tra le più importanti colonie greche nel territorio dell’odierna Albania.

Fondata nel 588 a.C. da coloni provenienti da Corinto e Corfù, la città raggiunse il suo apice di splendore tra il VI e il III sec. a.C., quando all’interno delle sue mura (lunghe 4 km) si stima vivessero circa 60.000 persone.

In epoca romana Apollonia si affermò come importante centro commerciale connesso alla Via Egnatia e Cicerone, nelle sue Filippiche, ne celebrò la bellezza e grandezza definendola “magna urbs et gravis”. Tra il 45 e il 44 a.C., per sei mesi Ottaviano studiò nella città e proprio qui il futuro imperatore Augusto fu raggiunto dalla notizia dell’omicidio di Cesare a Roma.

La fortuna di Apollonia terminò tra il III e il IV sec. d.C., quando una serie di terremoti, inondazioni del vicino Fiume Vjosa e invasioni nemiche ne provocarono la quasi totale distruzione e il definitivo abbandono da parte degli abitanti.

Il sito venne portato alla luce dagli scavi condotti tra il 1924 e il 1938 dalla spedizione archeologica guidata dal francese Leon Rey. La casa che lo stesso Rey costruì per sé all’interno del sito archeologico è tuttora esistente ed è stata trasformata in un piacevole bar dove potrete fermarvi a riposare, bevendo qualcosa o assaggiando le semplici ma gustose specialità locali, e ammirare il panorama circostante.

Parco archeologico Apollonia: cosa vedere

Siti archeologici Fier: Monastero di Shën Mëri, Parco archeologico Apollonia

All’interno del parco (il più esteso d’Albania) non mancano davvero i punti di interesse: il bouleuterion, che, con il suo imponente colonnato, decorava il centro della città e serviva come luogo di riunione per il consiglio cittadino, l’odeon, un piccolo edificio riservato agli spettacoli musicali e letterali, che ha conservato quasi tutti i suoi gradini, ma anche i resti della stoà, della biblioteca, del teatro e del tempio di Artemide.

Per non parlare dell’incantevole Monastero di Shën Mëri, dove si respira un’aria di grande pace e serenità – forse è anche per questo che il cortile e le scalinate di Shën Mëri vengono scelte dalle giovani coppie di sposi per il video celebrativo delle nozze (in un giorno ne abbiamo viste tre!) -, e del piccolo ma ricchissimo Museo Archeologico allestito sotto il portico del chiostro e in alcune sale interne del complesso monastico, dove sono esposti tutti gli oggetti, le steli, le statue e gli altri materiali rinvenuti dagli scavi archeologici, ed è presentata la storia di Apollonia nel corso dei secoli.

Bellissimi poi i capitelli scolpiti delle colonne che sorreggono il tetto della chiesa interna al cortile, modellati con forme di animali fantastici; interessanti anche le lastre scolpite provenienti dall’antica Apollonia, che nel XIII sec. furono utilizzate nella costruzione delle mura perimetrali del monastero.

Non abbandonate inoltre il parco senza aver raggiunto, con una breve passeggiata, il ninfeo, una fontana monumentale alimentata da una cisterna sotterranea per raccogliere l’acqua sorgiva; il sito si trova a una ventina di minuti dall’ingresso del parco e può essere raggiunto con una piacevole passeggiata, che attraversa i campi vicini alle prime case contadine di Pojan.

Il costo del biglietto d’ingresso al Sito archeologico di Apollonia e al Museo Archeologico è di 400 lek, ma non mancano sconti e agevolazioni per studenti, famiglie, gruppi numerosi, invalidi e pensionati; mentre gli orari del museo sono 9.00 – 18.00 nel periodo estivo e 9.00 – 17.00 in quello invernale.

Parco archeologico Apollonia: come arrivare

Siti archeologici Fier: Museo del Parco archeologico di Apollonia

Ma come arrivare ad Apollonia? Dunque, se viaggiate con la vostra auto – o ne avete noleggiato una in Albania (leggi anche consigli su come trovare un’auto a noleggio in Albania) -, arrivare ad Apollonia da Fier sarà un gioco da ragazzi, seguendo le indicazioni per il sito archeologico; se vi può aiutare come punto di riferimento, il villaggio abitato più vicino al parco è quello di Pojan, a 10 km dal centro di Fier.

E senza un’auto a disposizione come dovete organizzarvi per visitare Apollonia? Per prima cosa dovete prendere uno dei pullman o minibus per Fier – se venite da Tirana salite su un autobus per il sud, destinazione Fier o Valona -; giunti in città, il modo più rapido per arrivare al parco archeologico è una breve corsa in taxi, poiché non vi è servizio pubblico tra il centro cittadino e Apollonia. L’alternativa è quella di prendere un secondo autobus da Fier per Pojan, scendere al capolinea e proseguire a piedi, seguendo le indicazioni per parco.

Monastero di Ardenica

Siti archeologici Fier: Monastero Ardenica

Il piccolo monastero ortodosso di Ardenica, preziosa testimonianza del periodo bizantino a metà strada tra le città di Lushnja e Fier, si trova sulla sommità di una collina che domina la circostante Piana di Myzeqe, ed è stato fondato nel XIII sec. dall’imperatore bizantino Andronico II Paleologo, intorno alla preesistente cappella dedicata alla Santa Trinità.

La chiesetta è stata, probabilmente, costruita a sua volta sulle rovine di un antichissimo tempio pagano dedicato alla dea Artemisia (Artemide), da cui si presume derivi anche il nome odierno della località, che si trova nei pressi del tragitto del ramo meridionale della Via Egnatia, che partiva dalla vicina Apollonia.

Oltre alla cappella, il monastero è stato dotato al tempo della sua costituzione di una nuova chiesa di tipo basilicale, dedicata alla Vergine Maria, che oggi costituisce l’edificio centrale del complesso, di un mulino per l’olio e delle stalle per gli animali.

Famosa, tra l’altro, per aver ospitato nel XV sec. le nozze di Giorgio Castriota Skanderbeg con Andronika Araniti, la chiesa, ristrutturata nel XVIII sec., conserva importanti affreschi dei fratelli Kostandin e Athanas Zografi e di Giovanni Kukuzelis, che riportano scene tratte dall’Antico e Nuovo Testamento, dogmatica, liturgia e vita dei santi – risaltano in particolare la Dormizione di Maria e l’Arcangelo Michele in lotta con il drago -, oltre ad antiche mappe astronomiche.

L’iconostasi è in legno e policromato in oro, le filigrane sono tutte in greco, eccezion fatta per la preghiera dell’abate Nektarios Terpos, che è scritta in quattro lingue tra cui l’albanese (si tratta del primo testo in lingua albanese in una chiesa greco-ortodossa), e le icone sono opera del grande maestro iconografo post-bizantino Kostandin Shpataraku.

La particolare architettura bizantina, le preziose icone di Kostandin Shpataraku, il suggestivo contesto paesaggistico e in generale l’atmosfera di pace e serenità che vi si respira sono solo alcuni buoni motivi per dedicare un paio d’ore alla visita di Ardenica. L’ingresso al monastero è gratuito, mentre per 100 lek è possibile acquistare un volantino-guida della struttura in più lingue, italiano compreso.

Parco archeologico Bylis

Siti archeologici Fier: teatro, Parco archeologico Bylis

Situato su un altopiano che domina la valle del Fiume Vjosa, il Parco di Bylis è in grado di ammaliare i suoi visitatori non solo con la ricca offerta archeologica, ma anche con la bellezza dei paesaggi e gli stupendi panorami sulle valli circostanti.

Edificata dagli Illiri nel corso del III sec. a.C., l’antica Bylis (la più grande città illirica del sud dell’Albania) si trasformò ben presto, grazie alla sua posizione strategica, in un importante centro urbano influenzato dalla cultura ellenistica; con la dominazione romana, la città divenne colonia, e in seguito anche un’importante sede vescovile, come testimoniato dalle diverse chiese e basiliche paleocristiane con pavimenti riccamente mosaicati, che sono state portate alla luce dagli scavi archeologici.

I primi lavori a Bylis vennero organizzati nel 1917 dall’archeologo austriaco Camillo Praschniker, che portò alla luce parte della cinta muraria, il teatro ed il grande portico. Successivamente, a fine anni Ottanta gli scavi proseguirono ad opera del Centro degli Scavi Archeologici dell’Accademia delle Scienze Albanese prima, e da una equipe di archeologi franco-albanesi poi.

Parco archeologico Bylis: cosa vedere

Siti archeologici Fier: battistero basilica b, Parco archeologico Bylis

I resti dell’imponente teatro antico, che poteva contenere fino a 7500 spettatori, dello stadio – secondo per stato di conservazione e valore archeologico solo allo Stadio di Amantia -, delle stoà, delle grandi basiliche paleocristiane e di altri edifici pubblici e privati concorrono a rendere unica l’esperienza di visita dell’importante Parco di Bylis, dedicato alla scoperta dell’antica civiltà illirica.

Inoltre seguendo alcuni sentieri al fianco della collina, gli appassionati di archeologia possono raggiungere anche punti di interesse fuori dalle mura, come l’iscrizione rupestre dedicata al generale dell’esercito imperiale romano che contribuì alla ricostruzione di una strada cittadina.

Ma nessuna esplorazione di Bylis può dirsi veramente conclusa senza aver prima assaggiato i piatti della rinomata cucina regionale: i piatti di Mallakastra (località in cui si trova il parco) a base di carne di agnello o capretto, accompagnati dagli eccellenti prodotti caseari e da verdure di stagione, sono veramente gustosissimi! Niente male il ristorantino di cucina tipica albanese che si trova vicino all’ingresso di Bylis.

Il parco può essere visitato da Aprile a Settembre, dalle 9.00 alle 18.00; costo del biglietto 300 lek.

Parco archeologico Bylis: come arrivare

Per raggiungere l’antica città di Bylis, dalla città di Fier dovete prendere la statale SH73 che vi porterà a Patos, e da lì proseguire sulla vecchia strada per Ballsh. Superata questa piccola cittadina industriale, dopo un paio di chilometri, dovete prendere la deviazione a destra in direzione di Hekal e seguire le indicazioni per il parco archeologico.

Il sito è raggiungibile anche dalla nuova statale SH4 che collega il litorale con Gjirokastra, deviando sulla strada bianca che sale verso Hekal; il percorso è relativamente agevole dal momento che la strada è sterrata.